“E io pago!”

L’infrazione UE è alle porte. Questa volta, proprio sulla corruzione

La Commissione Bilancio della Camera ferma un emendamento che avrebbe permesso di adottare la Direttiva UE sui segnalatori – i cosiddetti whistleblowers – di attività fraudolenti sul posto di lavoro. Un blocco su un provvedimento che scade questo 17 dicembre e che apre la strada verso la procedura d’infrazione numero 100.

Quante sono le infrazioni UE all’Italia?

  • Il Governo Letta era salito da 98 a 119.
  • Con il Governo Renzi si era scesi a 70.
  • Il Governo Gentiloni le aveva portate a quota 59.
  • A febbraio 2019, con il Governo Conte erano già 73.
  • Secondo il Dipartimento Politiche Europee, al 29 settembre 2021 le procedure erano 97: 62 per violazione del diritto europeo, 35 per mancato recepimento di direttive. Ma lo stesso Dipartimento, nella tabella descrittiva, ne conta già 99.

Quanto ci costano le infrazioni UE?

Circa 78 milioni all’anno dal 2012 al 2019. Mentre vengono ridotti o negati i fondi per il lavoro in crisi, la crescente povertà, il sempre maggiore disagio sociale e persino la Sanità.

Il modo di calcolare è fornito dallo stesso Dipartimento, che ci dice che:

  • la penalità di mora giornaliera minima per l’Italia è di oltre 8mila euro;
  • la somma forfettaria minima per l’Italia supera i 7 milioni di euro.

Dal 2011 al 28 febbraio 2019, con condanne della Corte di Giustizia arrivate anche dopo 10 anni, l’Italia ha versato nelle casse UE 589 milioni di euro. Per il capitolo “Inclusione e coesione”, il PNRR prevede quasi 20 miliardi di euro: quanti altri milioni saranno buttati per pagare le infrazioni?

Come funziona la normativa whistleblowers?

Per quel che riguarda l’Italia, lo racconta bene Attualissimo in un breve articolo che vi invito a leggere. Per la Direttiva UE, invece, ecco i punti che fanno la differenza:

  • La nostra legge del 2017, insufficiente e disapplicata, riguarda la protezione da discriminazioni di chi denuncia. La Direttiva europea va oltre, per garantire al segnalante la libertà di espressione e ai cittadini il diritto all’informazione.
  • Tra i canali di segnalazione che determinano l’obbligo per le aziende di proteggere chi denuncia c’è anche la Stampa.
  • Ai soggetti da proteggere contro le ritorsioni punitive si aggiungono il tirocinante, anche se lavora gratis, gli avvocati ai quali i denuncianti si rivolgono e il parente del whistleblower.
  • La protezione diventa obbligatoria nelle aziende private con oltre 50 dipendenti, oggi in Italia solo facoltativa.
  • Siccome la segnalazione serve a prevenire la corruzione, la denuncia può riguardare anche una condotta non ancora avvenuta.
  • Infine, il whistleblower viene assistito con consulenze giuridiche e sostegno psicologico ma anche risarcito per i danni che dovesse subire.

Già: i danni.

Persecuzioni e rappresaglie per aver denunciato. Demansionamento, mobbing, ricatti (anche sessuali), trasferimento, licenziamento, richiesta di restituire gli stipendi percepiti, trascinamento in Tribunale per gli stessi fatti denunciati, diffamazione nell’ambiente professionale o a mezzo Stampa, blocco all’assunzione altrove, violenza piscologica, salute che va a rotoli e povertà.

Perché allora la bocciatura?

L’emendamento è stato presentato dal Ministero della Giustizia al decreto per velocizzare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Motivazione della bocciatura? L’emendamento non c’entra nulla con il PNRR. Anche se, proprio per la corretta esecuzione del Piano, l’UE prevede l’utilizzo del whistleblowing proprio come strumento anticorruzione e del giusto utilizzo dei fondi.

Combinazione, lo stesso parlamentare che 4 anni fa disse che il provvedimento sul whistleblowing era “ignobile”, oggi è il sottosegretario alla Giustizia al quale fa capo l’argomento. Con una bozza affidata a luglio e lasciata scadere. Anche se, proprio con la legge del 2017, le denunce salgono da una decina al mese nel 2015 a 73 nel 2019: più di 800 segnalatori in un anno, il 55% da dipendenti pubblici.

“Legalità”. “Lotta alla corruzione”. Un’intera Autorità Nazionale Anticorruzione. Arresti e processi per la corruzione. Articoli di giornale sulla corruzione. Ma, appena si tratta di fare sul serio, armiamoci e partite.

Tanto, è solo di violazioni di diritti umani che parliamo. Tanto, paga il Contribuente. Tanto, paghiamo noi. Magari da tasse aumentate altrove, come nel gioco delle 3 carte. Magari, come per le centinaia di whistleblowers come me, con anni di avvocati e medici.

Io sono whistleblower. Avvocato rotale e Web Reporter. E non mi fermerò.

Avv. Maria Capozza

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