Chi protegge i Whistleblowers?

Chi protegge i Whistleblowers?

Nessuno in maniera efficace, nonostante il business sulla pandemia. Processi capovolti, magari per mano dello stesso sistema denunciato.

Ad agosto 2020, il Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio pubblica un promemoria definito «agghiacciante». Lanciato dall’OCSE in occasione del Webinar “Misure di emergenza per la protezione dei whistleblowers durante la crisi Covid19 e oltre” (sito web OECD Anti-corruption & Integrity Hub)

§  scopo: tutelare finanziamenti, misure di sostegno, appalti e forniture legati all’emergenza pandemica

§  chi proteggere: medici, dipendenti governativi, dipendenti d’azienda, giornalisti e cittadini in generale

§  cosa proteggere: progressi e scoperte mediche, dispositivi sanitari salva-vita, attrezzature e prodotti sanitari, sostegni economici a persone e imprese

§ da cosa proteggere:corruzione, concussione, frode, appropriazione indebita, conflitti d’interesse e altro a danno di persone e collettività.

Perché già nei primi mesi della crisi pandemica erano emersi tentativi di silenziare operatori sanitari e giornalisti. Come rivelato ad aprile 2020 anche da Il Fatto Quotidiano, sul rischio censura per chi denuncia nel sistema sanitario.

Perché “ogniqualvolta un whisteblower viene messo a tacere, aumentano i rischi per la salute e la sicurezza pubbliche”. 

Perché le persone devono poter parlare senza temere per la propria vita o il proprio sostentamento. Con tutte le tutele possibili, applicate davvero.

Eppure, le ritorsioni continuano.

La stessa OCSE denuncia un certo “vuoto giuridico” in materia. Suggerendo ai Governi di utilizzare, presto e bene, i 4 strumenti messi a disposizione:

1. La Direttiva UE del 2019, ampia e innovativa, che spiego brevemente nell’articolo “E io pago – L’infrazione UE è alle porte”.

2. Il Documento G20 sull’effettiva protezione dei whistleblowers.

3. Le raccomandazioni OCSE sulla pubblica integrità.

4. La Revisione della Raccomandazione OCSE 2009 sulla lotta anti-corruzione.

Cosa fa l’Italia?

Boccia l’emendamento che ci avrebbe permesso di recepire la Direttiva UE. Un blocco inspiegabile, soprattutto alla luce dei tanti business sulla pandemia. Un arresto che apre la strada all’ennesima infrazione europea da pagare. Un passo indietro, che abbandona centinaia di persone alle ritorsioni punitive.

Nel frattempo, scandali e arresti abbondano ma le denunce scendono. E chi avrebbe il coraggio di denunciare viene lasciato senza protezione.

Chi protegge i whistleblowers?

In maniera efficace, nessuno. Almeno, non in Italia. E questo perché, cosa ben più grave dei tempi della Giustizia, parliamo di sentenze e processi capovolti. Spesso, dallo stesso sistema corrotto che tu hai denunciato. Che si compatta contro di te, trasformandoti in accusato e colpevole. Che distorce fatti e giudizio, con tutti gli strumenti in suo potere per annientarti.

Bisogna puntare sui diritti e non sui tecnicismi. Perché va bene accorciare i tempi, che in Italia arrivano anche a 1750 giorni prima di una sentenza. E va bene ridurre il debito per l’irragionevole durata del processo, che nel 2019 era arrivato a oltre 300 milioni di euro. Ma niente potrà bastare se non si agisce sulla qualità del giudizio, almeno per 2 aspetti:

  1. reale tutela dei diritti della difesa;
  2. applicazione delle garanzie costituzionali.

Nel frattempo, ci vogliono Avvocati competenti e coraggiosi, che conoscano bene argomento e meccanismi. Che sappiano quale la potenza di fuoco della corruzione pubblica o privata, capace di arrivare persino nei Tribunali. Ma anche quali le persecuzioni – perché parliamo del lavoro, della dignità e della vita stessa.

Avvocati come me, diventata esperta proprio perché whistleblower. A subire, certo, ma anche imparare. A farmi le ossa sul campo di battaglia. Oggi, pronta ad ascoltare e assistere. Pronta a camminare assieme a chi paga in solitudine per aver detto la verità.

Pronta a denunciare, combattere e parlarne.

Sei un whistleblower? Sei stato licenziato perché hai osato denunciare una frode o una corruzione sul posto di lavoro? Ti hanno isolato? Sei stato minacciato o ricattato?

Scrivimi all’indirizzo avv.capozza@rotalawyer.com. Affrontiamo questa battaglia insieme.

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